Ucraina: SOLIDARIETA’ ai perseguitati politici dai neonazisti
- 10 maggio 2017
A cura di Enrico Vigna SOS Ucraina Resistente/CIVG
Abbiamo ricevuto dall’Ucraina questa denuncia/comunicato riguardo le repressioni e gli attacchi compiuti dai Servizi segreti (SBU) e dalle bande neonaziste che gestiscono la “nuova” Ucraina dei golpisti di Kiev.
Nella giornata del 9 maggio, dal 1945, caratterizzatasi sempre come la Giornata della Vittoria sul nazifascismo nella Grande Guerra Patriottica e giorno di commemorazioni, memoria e festa, si è scatenata in Ucraina una serie di provocazioni, minacce, attacchi e arresti contro esponenti delle forze di opposizione e patriote ucraine.
In molte città alle 7 del mattino agenti dei servizi ucraini si sono presentati nelle case di attivisti contro la guerra o esponenti di forze di opposizione, per perquisizioni o arresti indiscriminati senza accuse specifiche, in altri casi bande di neonazisti banderisti hanno attaccato abitazioni o sedi delle stesse forze e aggredito con violenza proditoria manifestazioni e commemorazioni. Il tutto nel quadro di impedire le commemorazioni di piazza e pubbliche del 9 maggio, che nell’Ucraina di oggi è visto come una giornata di lutto e non di liberazione popolare.
Nonostante tutto questo, l’Ucraina popolare, patriota e antifascista, non si è lasciata intimidire e coraggiosamente, in molte città è scesa in piazza nonostante minacce e divieti, per difendere e mantenere la memoria storica della Grande Guerra Patriottica e il ricordo degli eroi caduti per la libertà dei popoli contro il nazifascismo.
Neonazisti
ucraini assaltano la casa del presidente del Partito Socialista Progressista
Ucraino Natalia Vitrenko

Alle
07.30 del 9 maggio, un gruppo di nazisti ucraini hanno tentato un irruzione
nell’appartamento di N. Vitrenko presidente del PSPU e leader dell’Alleanza
delle opposizioni ucraine ( 17 partiti e movimenti); prima hanno tentato di
entrare nella casa, sbraitando minacce di morte.
La
Vitrenko ha immediatamente chiamato la polizia che è giunta sul posto dopo
oltre un’ora, “invitando” i banderisti ad andarsene e smettere; a quel punto il
gruppo prima di andarsene ha imbrattato i muri di insulti e minacce di morte.
La Vitrenko denuncia che queste azioni sono organizzate con l’obiettivo non
solo dell’eliminazione fisica dei dirigenti dell’opposizione, ma anche per lo
sradicamento di opinioni politiche, comprese quelle per la memoria della grande
vittoria del popolo sovietico nella Grande Guerra Patriottica contro il
nazifascismo e la diffusione dei valori del collaborazionismo dei nazionalisti
ucraini banderisti.
La previsione della Vitrenko, che il 9 maggio sarebbero avvenute queste provocazioni e violenze da parte del Ministero degli Affari Interni dell'Ucraina o degli attivisti del Battaglione neonazista "Azov" (ora trasformatosi in "Corpo Nazionale"), era già stata denunciata alle autorità di polizia in una lettera ufficiale, sottoscritta anche da V. Marchenko dove, a causa di numerose minacce ricevute, si presumeva la possibilità di attacchi fisici su di lei e altri leader, come manifestazioni del neofascismo ucraino. Natalia Vitrenko ha denunciato pubblicamente i vari Poroshenko, Lutsenko, Hrycak, Lutkovska, massimi responsabili dello stato, di non aver fatto nulla per garantire la sua sicurezza.
Neonazisti
Ucraini nazisti hanno assaltato anche l’appartamento di Vladimir Marchenko Vice
Presidente del Partito Socialista Progressista Ucraino

Verso
le 8.30 del 9 maggio una dozzina di fascisti ucraini, hanno fatto irruzione a
Kiev nell'appartamento di V. Marchenko leader dell’opposizione ucraina.
Hanno spento la luce nel palazzo, scassinando le serrature dell’entrata, poi hanno cercato di sfondare la sua porta, imbrattandola di vernice, poi hanno fatto filtrare uno strano gas nell’appartamento.
Marchenko ha chiamato la polizia.
Egli ha denunciato che l’azione era progettata per impedirgli di recarsi alle commemorazioni al Monumento della Gloria eterna e alla tomba dei Caduti della GGP a Kiev, con l'obiettivo di violenze fisiche contro di lui e la sua famiglia.
“…Al Presidente dell'Ucraina Petro
Poroshenko,
a Lutsenko al procuratore generale dell'Ucraina,
al capo del Servizio di Sicurezza dell'Ucraina V.Gritsaku,
al Ministro degli Affari Interni dell'Ucraina A.Avakovu,
al Commissario per i diritti umani dellla Verkhovna Rada dell'Ucraina
V.Lutkovskoy.
Il 9 maggio alle ore 7,35 alla porta nel mio appartamento un gruppo di
persone presentatesi come "Corpo Nazionale", hanno iniziato a urlare
ordinandomi di aprire la porta, urlando che oggi non avrei partecipato ad
azioni di massa e che dovevo smettere di sostenere il mondo russo. Le urla e le
minacce dei nazisti risuonavano in continuazione, ho chiamato la polizia, che è
arrivata un'ora dopo e ha annotato che la porta e i muri fuori il mio
appartamento erano coperte di scritte ingiuriose e minacce, mentre i nazisti
continuavano a bloccare il pianerottolo.
Lo stesso giorno, il 9 maggio intorno alle ore 08:00, un gruppo di altri
militanti nazisti, di circa 15 persone ha attaccato il mio vice del PSPU. Prima
hanno bloccato la strada della casa dove Marchenko vive con la sua famiglia e
la portineria, poi hanno cercato di fare irruzione nella casa. Poi hanno
intimato di aprire la porta, poi spento le luci del palazzo e cominciato a
spaccare la porta, cercando di spezzare la serratura. Sulla porta hanno versato
vernice tossica, poi hanno diffuso un gas che è entrato nell'appartamento. In
quel momento, oltre a Vladimir Romanovich, vi erano la moglie, la figlia e due
nipoti minorenni, che, naturalmente, erano terrorizzati. Mezz'ora dopo è
arrivato un solo poliziotto che non era assolutamente in grado di levare il
blocco e proteggere la famiglia Marchenko dagli insulti e le minacce dei
nazisti, e garantire che tutti i membri della famiglia riavessero libertà di
movimento. Ma la polizia non è preposta a tali compiti?!
Esigo un'indagine immediata per gli atti terroristici eseguiti contro di me e
V.Marchenko e di aprire un procedimento penale contro gli organizzatori e gli
esecutori di tali violenze. Esigo che siano assicurati i nostri diritti e le libertà,
compresa la sicurezza.
Considerate questo la mia dichiarazione come un atto ufficiale alla polizia, da
me personalmente formulato e sottoscritto anche da Vladimir Romanovich
Marchenko…”. Natalia Vitrenko, Kiev, 9 maggio 2017
Denuncia
di Amnesty International Ucraina, 10 Maggio 2017
Detenzione
di manifestanti in Ucraina per l'uso di simboli sovietici è una violazione dei
diritti umani, ha dichiarato la responsabile di Amnesty International Oksana
Pokalchuk.
I suoi attivisti stanno indagando su tutti i casi di violenza durante le
manifestazioni del 9 maggio e chiede il rilascio di tutti i detenuti arrestati
perché in possesso di simboli sovietici nelle manifestazioni.
Amnesty International ritiene che l'Ucraina viola la libertà di espressione e
di riunione pacifica dei cittadini e sollecita le autorità a porre rimedio alla
situazione.
"Gli arresti di civili e il divieto dei simboli sovietici sono
inaccettabili", ha detto il direttore di Amnesty International in Ucraina
Oksana Pokalchuk.
Solo a Kiev in occasione delle celebrazioni della Giornata della Vittoria oltre
50 persone sono state arrestate per i simboli sovietici.
KIEV: Commemorazione del 9 maggio Giorno della Vittoria

Nonostante
le minacce, le intimidazioni come visto sopra, la Vitrenko e V. Marchenko non
hanno ceduto si sono recati ad una commemorazione al Monumento al leggendario
comandante della guerra partigiana sovietica in Ucraina, due volte Eroe
dell'Unione Sovietica, Maggior Generale Sydir Kovpak e Aleksey Fedorov,
comandante partigiano della zona di Chernigov-Volyn.
Alla cerimonia sono intervenuti Veterani della Grande Guerra Patriottica,
parenti e sostenitori, riconoscenti dei vincitori sovietici in occasione della
Giornata della Vittoria del popolo sovietico nella Grande Guerra Patriottica
contro i nazisti di Hitler e dei loro collaborazionisti di S.Bandera.
Il video: https://youtu.be/YlxCV95jFf4



La speranza è che tutti i sinceri antifascisti e difensori dei principi democratici, leggendo e guardando queste foto, abbiano un sussulto di ripulsione, di riappropriazione nella realtà concreta dei valori di cui molti esponenti “ufficiali” fanno sfilate, convegni, conferenze sui partigiani italiani e sovietici, per loro usi e utilità, ma tacciono opportunamente nel prendere posizione su questa realtà.
Alle forze e agli uomini e donne onesti e sinceri, di qualsiasi tendenza o fede spirituale, ci rivolgiamo a nome delle Associazioni dei Veterani ucraini, in nome delle valorose forze di opposizione che stanno subendo violenze, arresti, intimidazioni di ogni tipo, anche omicidi, ma che non si piegano, come vedrete in queste pagine, di fronte al diffondersi della peste nazifascista nel cuore dell’Europa. A tutti coloro che hanno una coscienza e un etica sincera e autentica nell’animo, CHIEDIAMO di non restare in silenzio, di far circolare in ogni dove questa tremenda situazione, di contrastare i politicanti e i falsi difensori della memoria storica contro il mostro nazifascista ucraino…
Talmente vergognosi che persino la Marina Le Pen ha definito queste bande neonaziste banderiste come “spazzatura della storia”.
Abbiamo costruito un Progetto di Solidarietà concreta ( “Progetto HURA”) con i Veterani ucraini della Grande Guerra Patriottica, aiutateci ad aiutarli a resistere. (info@civg.it).


A cura di Enrico Vigna
SOSUcraina resistente –
CIVG
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info@civg.it